BONUS PRESENZA PER ISCRITTI ISSRL
Lunedì 11 maggio, presso la sede dell’ISSR Ligure di via Malaspina 1, si è tenuto il primo incontro del ciclo Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo, voluto dal vescovo diocesano mons. luigi Ernesto Palletti. In questo primo appuntamento S.E. Mons. Domenico Pompili, presidente della Commissione cultura e comunicazioni sociali della CEI e vescovo di Verona, con la sua grande capacità comunicativa, ha saputo coinvolgere l’uditorio, illustrando come la Chiesa pensata dalla costituzione conciliare Gaudium et spes sia una Chiesa «nel mondo», costituita da esseri umani che vivono le stesse gioie e gli stessi dolori del resto dell’umanità, ma che nello stesso tempo sono radicati nella certezza della speranza donata al mondo dal Cristo morto e risorto.
Gli incontri proseguono venerdì 22 maggio, ancora alle 17:30 in via Malaspina 1, con Paola Müller, docente di filosofia medievale presso l’Università Cattolica di Milano. Gli interessi della studiosa sono molto vasti, comprendendo tutto l’arco del periodo medievale, da Agostino a Dante, con recenti pubblicazioni su Ildegarda di Bingen. Spesso Paola Müller pubblica su Avvenire articoli divulgativi in cui aiuta a leggere fatti e situazioni attuali alla luce del pensiero di S. Agostino, in sintonia con il più recente magistero ecclesiale. Membro di diverse realtà del mondo accademico, fa parte del Comitato Scientifico della collana Filosofia della Casa Editrice Morcelliana e Direttore scientifico del laboratorio Filosofare a scuola, con diverse pubblicazioni sull’argomento.
Alla Spezia, la studiosa presenterà una relazione dal titolo Ordine divino e società civile del De civitate Dei di Agostino, in cui guiderà i presenti alla scoperta dell’attualità della famosissima opera agostiniana. Scritto tra il 413 e il 426, il trattato Sulla città di Dio vede la luce in un momento di enorme crisi per l’Europa occidentale: nel 410 i Visigoti hanno saccheggiato Roma (non accadeva da circa 800 anni), l’impero romano è frammentato in una serie di territori più o meno indipendenti, mentre la corruzione e la ricerca dell’interesse personale disgregano la società. Il Cristianesimo, ormai religione di stato ma travagliato da grandi divisioni interne, vive, forse per la prima volta, un momento di stanchezza. A questo scenario, l’anziano vescovo risponde con la sua magnifica opera, in cui invita a distinguere ciò che appartiene al “mondo” da ciò che appartiene a Dio, ciò che è passeggero da ciò che è eterno. Tuttavia, quella agostiniana, non è una scelta di disimpegno: i veri cristiani, mossi dalla Grazia, devono operare fin da subito per iniziare a realizzare progressivamente una società leale, onesta e corretta, che si avvicini quanto più possibile alla Città di Dio, la quale troverà pieno compimento solo alla fine dei tempi. «È il modo», ha scritto recentemente Paola Müller, «in cui Leone XIV concepisce l’impegno della Chiesa nel mondo: servirlo, testimoniare un’altra logica, quella del Vangelo». Per Agostino, i cristiani sono gli unici esseri umani veramente liberi (libertas est Christo servire): liberi da condizionamenti sociali, interessi, malvagità e meschinità, in quanto capaci di separarsi dagli elementi negativi che spesso possono influenzarci. Dunque, i cristiani, in quanto sono i soli capaci di vedere le cose e i fatti nella loro oggettività e gli unici in grado di dar loro il giusto valore, possono e devono dare il loro contributo per la costruzione di una società giusta, armoniosa e capace di tutelare ogni uomo.
Il 22 maggio l’invito è rivolto a tutti: un appuntamento importante, volto a comprendere sempre meglio il senso e il ruolo della presenza della Chiesa «nel mondo» e a capire come leggere e vivere in modo autenticamente cristiano fatti che spesso travagliano e preoccupano l’intera umanità.
Lunedì 11 maggio, presso la sede dell’ISSR Ligure di via Malaspina 1, si è tenuto il primo incontro del ciclo Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo, voluto dal vescovo diocesano mons. luigi Ernesto Palletti. In questo primo appuntamento S.E. Mons. Domenico Pompili, presidente della Commissione cultura e comunicazioni sociali della CEI e vescovo di Verona, con la sua grande capacità comunicativa, ha saputo coinvolgere l’uditorio, illustrando come la Chiesa pensata dalla costituzione conciliare Gaudium et spes sia una Chiesa «nel mondo», costituita da esseri umani che vivono le stesse gioie e gli stessi dolori del resto dell’umanità, ma che nello stesso tempo sono radicati nella certezza della speranza donata al mondo dal Cristo morto e risorto.
Gli incontri proseguono venerdì 22 maggio, ancora alle 17:30 in via Malaspina 1, con Paola Müller, docente di filosofia medievale presso l’Università Cattolica di Milano. Gli interessi della studiosa sono molto vasti, comprendendo tutto l’arco del periodo medievale, da Agostino a Dante, con recenti pubblicazioni su Ildegarda di Bingen. Spesso Paola Müller pubblica su Avvenire articoli divulgativi in cui aiuta a leggere fatti e situazioni attuali alla luce del pensiero di S. Agostino, in sintonia con il più recente magistero ecclesiale. Membro di diverse realtà del mondo accademico, fa parte del Comitato Scientifico della collana Filosofia della Casa Editrice Morcelliana e Direttore scientifico del laboratorio Filosofare a scuola, con diverse pubblicazioni sull’argomento.
Alla Spezia, la studiosa presenterà una relazione dal titolo Ordine divino e società civile del De civitate Dei di Agostino, in cui guiderà i presenti alla scoperta dell’attualità della famosissima opera agostiniana. Scritto tra il 413 e il 426, il trattato Sulla città di Dio vede la luce in un momento di enorme crisi per l’Europa occidentale: nel 410 i Visigoti hanno saccheggiato Roma (non accadeva da circa 800 anni), l’impero romano è frammentato in una serie di territori più o meno indipendenti, mentre la corruzione e la ricerca dell’interesse personale disgregano la società. Il Cristianesimo, ormai religione di stato ma travagliato da grandi divisioni interne, vive, forse per la prima volta, un momento di stanchezza. A questo scenario, l’anziano vescovo risponde con la sua magnifica opera, in cui invita a distinguere ciò che appartiene al “mondo” da ciò che appartiene a Dio, ciò che è passeggero da ciò che è eterno. Tuttavia, quella agostiniana, non è una scelta di disimpegno: i veri cristiani, mossi dalla Grazia, devono operare fin da subito per iniziare a realizzare progressivamente una società leale, onesta e corretta, che si avvicini quanto più possibile alla Città di Dio, la quale troverà pieno compimento solo alla fine dei tempi. «È il modo», ha scritto recentemente Paola Müller, «in cui Leone XIV concepisce l’impegno della Chiesa nel mondo: servirlo, testimoniare un’altra logica, quella del Vangelo». Per Agostino, i cristiani sono gli unici esseri umani veramente liberi (libertas est Christo servire): liberi da condizionamenti sociali, interessi, malvagità e meschinità, in quanto capaci di separarsi dagli elementi negativi che spesso possono influenzarci. Dunque, i cristiani, in quanto sono i soli capaci di vedere le cose e i fatti nella loro oggettività e gli unici in grado di dar loro il giusto valore, possono e devono dare il loro contributo per la costruzione di una società giusta, armoniosa e capace di tutelare ogni uomo.
Il 22 maggio l’invito è rivolto a tutti: un appuntamento importante, volto a comprendere sempre meglio il senso e il ruolo della presenza della Chiesa «nel mondo» e a capire come leggere e vivere in modo autenticamente cristiano fatti che spesso travagliano e preoccupano l’intera umanità.
